top of page
Francesca Zupin

Francesca Zupin è nata a Trieste. Ha una laurea in Bocconi, un Master in Narrazione alla Scuola Holden, ha lavorato come  Consulente aziendale in Inghilterra e in Italia, ha fatto la mamma full-time per due anni e innumerevoli viaggi e ore di yoga. Attualmente è responsabile per gli accordi internazionali dell’Università di Scienza e Tecnologia di KAUST, in Arabia Saudita.

Infelici anonimi è il nuovo romanzo in attesa di pubblicazione

Dieci persone diverse per età, interessi, valori e stili di vita si ritrovano ogni giovedì pomeriggio per discutere – e sperando di sconfiggere – il nemico comune: una spiccata propensione all’infelicità.

 

Adele, la terapeuta del gruppo, si chiede: «Chi aveva scritto quella frase famosa sulle famiglie che sono tutte infelici in maniera diversa? Cazzata, è una grande cazzata. Non esiste cosa più capace di annullare le differenze sociali, geografiche, generazionali dell’infelicità. L’infelicità è il Grande Asfaltatore: rende tutti uguali, indistinguibili, anonimi».

 

​A​l contrario, ​Zupin ci cattura nelle spirali magmatiche della sua scrittura, spingendoci nel profondo di ciascuna specificità di vite vissute, che non smettono neanche per un instante di interrogarci.

 

Passando da un rimpianto a una dipendenza, da un senso di colpa a un’invidia malcelata, dal desiderio di farsi del male alla brama di farsi adorare, da un trauma infantile a un innamoramento tardivo – insomma, spaziando in molteplici forme di infelicità possibili – ci ritroviamo sempre più vicini a questi personaggi. Uguali, asfaltati anche noi nel mal comune?

Salvamento.jpeg.jpeg

Titolo: Salvamento

Data Pubblicazione: 23 Febbraio 202

Pagiine: 416

Editore: Bollati Boringhieri

Foreign Rights: Bollati Boringhieri

Sinossi.

 

Giulio è un tredicenne gracile e appassionato di libri quando, in una lunga estate condivisa al campeggio, si innamora di Stella, figlia della nuova compagna del padre vedovo. Stella è diversa da lui: forte, raffinata, ribelle. Negli anni a venire, convivendo nella stessa casa, i due ragazzi passano dall’essere un po’ fratelli a fidanzati, ma non senza sofferenza. La famiglia li osteggia, in particolare il padre di Giulio, irascibile e deluso, che al figlio ha sempre preferito uno dei suoi amici: Bobo, veloce sulle moto e con le parole, che si sente un nuovo Rimbaud. Anche Stella è da sempre attratta da Bobo, ma il loro rapporto – intenso e altalenante – non si è mai trasformato in una vera relazione. Stella, alla perenne ricerca di qualcuno che la salvi da Bobo e da se stessa, pare aver trovato in Giulio il candidato perfetto. Eppure, a un passo dalle nozze, rinuncia alla tranquillità per inseguire l’emozione. Con una scrittura evocativa e insieme precisa, chirurgica, Francesca Zupin sa sorprenderci nel raccontare la verità dei suoi protagonisti, senza mai fare loro sconti, immergendoli in atmosfere sospese tra nostalgia e disincanto. Il tempo, con le sue acrobazie e le sue accelerazioni, i suoi ritorni e i suoi rimpianti, diventa quasi un personaggio aggiuntivo che agisce e interagisce con gli altri: sfidandoli, deludendoli, ingabbiandoli, ma anche creando quegli squarci di luce e bellezza che sono possibili, forse, solo guardandosi indietro.

«Salvamento procede senza lesinare crudeltà, disincanti, sentimenti sempre sfaccettati, recapitati al lettore senza strillare, eppure senza mai demordere. La sensazione finale è che vivere sia una cosa non facile, ma tutto sommato sopportabile se si impara a dondolare tra compassione ben distribuita e cinico divertimento». Davide Longo, autore di Una rabbia semplice.

 

 

«Quando le vite dei protagonisti di un romanzo diventano in qualche modo le nostre, allora quel romanzo è davvero un romanzo. Ma quando questo succede e, nello stesso tempo, il linguaggio è una sorpresa, un'aria nuova, puro ossigeno, allora quel romanzo è davvero un romanzo. Ecco: Salvamento è quel davvero scritto così, in corsivo». Elena Varvello, autrice di La vita felice e Solo un ragazzo

 

 

«Colta, raffinata, scorrevole, sensuale, diretta, elegante, venata di nostalgia e sostenuta da un ironico disincanto: la scrittura di Francesca Zupin è da non perdere». Dario Voltolini, autore di Pacific Palisades 

"...Poi c'è la scrittura: raffinata ed elegante: in sé, ma pure nel gioco lessicale di corsivi e verbi,ripresi come voci di vocabolario ricche di esemplificazioni a fine paragrafo..."  Ermanno Paccagnini-La Lettura- Corriere della sera

bottom of page