Padri

Giorgia Tribuiani

 

Giorgia Tribuiani è nata nel 1985 ad Alba Adriatica e vive a Bologna.
Laureata in Editoria e giornalismo, ha collaborato con agenzie di stampa locali e nazionali e diverse testate giornalistiche e ha curato la comunicazione online di due multinazionali. Attualmente lavora nel campo della comunicazione digitale ed è docente della Bottega di narrazione di Giulio Mozzi.

Ha pubblicato la raccolta di racconti Cronache degli artisti e dei commedianti (Tespi 2008) e nel 2018 è uscito il suo primo romanzo, Guasti (Voland).

È un pomeriggio di primavera quando, con lo stesso corpo e la stessa età del giorno della propria morte, Diego Valli risorge. Si risveglia sul pianerottolo di quello che era stato il suo appartamento, tira fuori le chiavi, prova a infilarle nella serratura ma si trova faccia a faccia con il figlio Oscar, lasciato bambino e invecchiato ormai di oltre quarant'anni. Da qui, ha inizio una vicenda di riconciliazioni e distacchi, una storia intensa e sincera sul rapporto tra padri e figli e sulla necessità del perdono. Una volta riconosciuto il padre, Oscar affronta il comprensibile straniamento aggrappandosi alle incombenze della quotidianità, mentre Clara, sua moglie, non crede al miracolo e si oppone all'idea di ospitare in casa uno sconosciuto. A complicare le cose, si aggiunge l'arrivo di Gaia, la figlia della coppia, che torna nella città natale per trascorrere le vacanze. Di nascosto dalla madre, che è spesso via per lavoro, Gaia finalmente ha l'occasione di conoscere suo nonno: un uomo profondo, amante della musica, più simile a lei di quanto sia mai stato suo padre. Oscar, al contrario, scoprirà aspetti di Diego che non pensava gli appartenessero.

 

Dopo "Blu", Giorgia Tribuiani torna con un romanzo su una storia a tre voci di rabbia e dolore, parole non dette e seconde occasioni. Una riflessione sulla famiglia dalla trama originale in bilico tra realtà e impossibile per un'autrice che sa scavare nell'animo umano per far emergere il rimosso e stimolare la comprensione. «'Padri' testimonia come in minime storie possono rivelarsi spazi immensi. Un libro d'amore in senso largo, come accettazione e accoglienza dell'altro, quindi comprensione dell'umano al di là del proprio perimetro individuale. Certo c'è anche di più: la voce del perdono, la generosità di offrire sempre altre occasioni di fronte alla mancanza, all'assenza, ai sempre possibili errori che accompagnano i giorni che ci sono dati. Alla fine, verrebbe solo da dire, da parte di chi scrive come di chi legge: non è niene, è la vita soltanto». (Remo Rapino)

Titolo: Padri

Editore: Fazi Editore

Data Pubblicazione: 24 febbraio 2022

Diritti di traduzione: Fazi editore

Diritti cinematografici: Fazi editore

Blu allo Strega
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Titolo: Blu

Data di Pubblicazione: Marzo 2021

Editore: Fazi Editore

Diritti di traduzione: Liberi

Diritti cinematografici: Venduta Opzione 

Il Blu è un colore caldo nel nuovo romanzo di Giorgia Tribuiani, uno squarcio di cielo, una finestra aperta sulla ricerca di sé di una giovane donna.

Laura Pugno, scrittrice

Ginevra, per tutti Blu fin da bambina, ha diciassette anni, frequenta il liceo artistico ed è una ragazza solitaria intrappolata in un mondo tutto suo fatto di rituali ossessivi e gesti scaramantici. I suoi genitori sono divorziati e Blu vive con la madre, una donna che lavora molto ed è spesso fuori casa. Blu ha un fidanzato, che non riesce a lasciare perché divorata dai sensi di colpa, un ragazzo che vorrebbe amare e di cui, invece, sopporta appena la presenza. L’unica cosa che ama davvero è l’arte, e disegnare risulta un’attività in cui dimostra di avere talento. Così, quando durante una gita scolastica assiste a un’esibizione di performance art, resta folgorata da quel modo di esprimere l’atto creativo e dall’artista stessa, fino a sviluppare per lei una vera e propria ossessione. A questo punto, i pensieri maniacali si fanno via via più opprimenti, finché la sua determinazione a essere una brava ragazza la porta a vivere uno sdoppiamento della personalità subdolo e pericoloso.
Un romanzo forte e diverso che ci trascina nella mente claustrofobica di un’adolescente, prigioniera di azioni morbose e incomprensibili manie, sino a svelarne il delirante meccanismo.
Il ritmo serrato, imprevedibile, e la densità della scrittura rendono in modo perfetto il tormento psicologico della protagonista e l’incessante lotta interiore per sconfiggere il suo doppio.
Un libro che conferma il grande talento di Giorgia Tribuiani, autrice nuova e originale, capace di immedesimarsi e rendere appieno l’essenza e il tormento dei suoi personaggi.

 Su Blu hanno detto:

Giorgia Tribuiani riconferma una vena visionaria assolutamente fuori da ogni canone, violenta e delicata insieme, allestendo ogni volta minuscole, perfette wunderkammer dove ci accompagna per mano a perdonarci delle nostre ossessioni e delle nostre paure più inconfessate.

Francesca Frediani, D di Repubblica

 

 

Con Blu (Fazi) Giorgia Tribuiani si conferma una delle voci più interessanti della nostra narrativa, costruendo un secondo romanzo complesso e mosso nella struttura con un linguaggio, che porta al limite l’ossessività paranoica, già caratterizzante l’opera prima.

Demetrio Paolin, La Lettura del Corriere della Sera

 

 

Per prosa e linguaggio, quello di Giorgia Tribuiani è un libro molto diverso da ogni altra uscita recente in cui mi sia imbattuta, ma c’è un filo che serpeggia tra alcuni dei romanzi più discussi e riusciti degli ultimi tempi: la cristallina consapevolezza che la casa, anziché porto sicuro, sovente è il caldo nido della paranoia e della malattia.

Ginevra Lamberti, Domani

 

 

Lo stile di Tribuiani va ricercato in alcune scrittrici tutte italiane. In mondi che partono da Alba de Céspedes e passano da quello di Antonia Pozzi per finire dentro stili come quelli di Goliarda Sapienza. È questo il punto: l’autrice ha una sua voce narrativa, con un suo timbro particolare. Che decide di usare per narrare una storia di sdoppiamenti, di spaesamenti e ritrovamenti dentro una quotidianità che molto spesso circonda tutti.

Simone Innocenti, L’Indice dei libri del mese

 

 

Giorgia Tribuiani conferma di essere un’autrice dalla voce unica, originale, capace di immedesimarsi appieno nei tormenti delle nuove generazioni.

Stefania Massari, Huffington Post

 

 

La complessità della protagonista, con le sue ossessioni e i suoi pensieri martellanti, ci porta direttamente sulla scia di altre protagoniste incapaci di sentirsi adeguate o all’altezza, come accade nei migliori romanzi di Alba De Céspedes o Elsa Morante.

Antonello Saiz, Satisfiction

 

 

La letteratura ha il compito di porci domande sempre nuove e mostrarci prospettive diverse su ciò che di più intimo abbiamo intorno a noi, su ciò che riteniamo di conoscere alla perfezione e invece riesce in qualche modo a sfuggire alla nostra comprensione. È proprio questo che ho ritrovato in Blu.

David Valentini, Critica letteraria

 

 

Una scrittrice nuova, capace di utilizzare la penna come un punteruolo e con quel punteruolo di scavare, tagliare, graffiare.

Mattia Insolia, L’Indiependente

 

L’introspezione di Blu è estremamente affilata. Le voci che la dilaniano sono sovrapposte, come in un presente bloccato, in un vortice polifonico di dissonanze insopportabili e linguisticamente efficaci. Complimenti alla scrittrice che ha maneggiato materiale sottile ed esplosivo, arrivando ad un finale perfetto.

Daniela Maddalena, Pulp Libri

 

 

Tra i romanzi usciti negli ultimi mesi spicca Blu, di Giorgia Tribuiani, edito da Fazi. Spicca per il coraggio di creare un personaggio di diciassettenne, Ginevra detta Blu, complesso, intrappolato, diviso, fuori dagli schemi narrativi tipici dell’adolescente ribelle nell’interno borghese, e ancor più per il coraggio di trovare la lingua adatta per narrare tale personaggio, altrettanto complessa e sfaccettata, ma senza quello sperimentalismo forzato che impedirebbe al lettore di riconoscersi.

Viviana Viviani, Pangea News

 

 

Colpiscono lo stile, dimostrando in modo vivido cosa si possa fare ancora con la lingua, e il crudele scontro con la realtà, contro le proiezioni romantiche, perché il periodo degli slanci eroici, nel bene e nel male, è solo un’aurea parentesi.

Teodora Dominici, Lucia Libri

 

Per prosa e linguaggio, quello di Giorgia Tribuiani è un libro molto diverso da ogni altra uscita recente in cui mi sia imbattuta, ma c’è un filo che serpeggia tra alcuni dei romanzi più discussi e riusciti degli ultimi tempi: la cristallina consapevolezza che la casa, anziché porto sicuro, sovente è il caldo nido della paranoia e della malattia.

Ginevra Lamberti, Domani

 

 

Lo stile di Tribuiani va ricercato in alcune scrittrici tutte italiane. In mondi che partono da Alba de Céspedes e passano da quello di Antonia Pozzi per finire dentro stili come quelli di Goliarda Sapienza. È questo il punto: l’autrice ha una sua voce narrativa, con un suo timbro particolare. Che decide di usare per narrare una storia di sdoppiamenti, di spaesamenti e ritrovamenti dentro una quotidianità che molto spesso circonda tutti.

Simone Innocenti, L’Indice dei libri del mese

 

 

 

 

 

 

 

 

 


«Giorgia Tribuiani è una voce coraggiosa e unica, capace di condurti in poche righe dagli abissi del dolore alle vette della passione. Il suo Blu è un intenso romanzo, è uno sguardo affilato sulla fragilità umana, è uno struggente racconto di formazione. È una disperata storia d’amore».
Matteo Bussola

«Blu è davvero un romanzo originale, ispiratissimo, fuori dalle convenzioni. Ciò che muove gli scrittori di talento e ispira il loro lavoro non è tanto la ricerca di una storia originale, ma è dare corpo e voce a un’ossessione».
Andrea Pomella

«Blu è performance. Un linguaggio elettrico, disorientante, spesso intermittente, provocatorio».
Alice Cappagli

«Una storia delicata e sottilmente crudele. Una parabola moderna che passa attraverso la vitalità del corpo per riconnettere una creatura fragile e piena di talento all’apice del suo desiderio vitale».
Emanuela Canepa