
Marta Cai è nata nel 1980 a Canelli. Nel 2006 si è laureata a Torino in Storia della filosofia moderna con una tesi dal titolo Il concetto di architettonica e l’architettonica del sistema in Leibniz, sui rapporti tra la metafisica e le scienze. Dopo un dottorato – non portato a termine – sullo stesso autore, ma questa volta interessandosi al concetto di organismo e alla definizione della nascente biologia. Ha al suo attivo una carriera di tarduttrice di saggistica dall'inglese e dal francese. Ha due figli. Attualmente vive a Curitiba (Brasile), dove è insegnante presso il Centro di cultura italiana. Nel 2019 la raccolta di racconti con il titolo Enti di ragione, viene pubblicata con grande successo da SuiGeneris editore. Altri racconti sono stati pubblicati in riviste (Inutile, Il reportage) e antologie (Ti racconto una canzone, Arcana 2022)
Centomilioni - Einaudi Aprile 2023 è il suo primo romanzo. Nello stesso anno, per i tipi di Hopefulmonster publica Brasilampi
Centomilioni: CinquinaPremio Campiello 2023

Può un albero, simbolo della vita, avviare una meditazione sulla perdita, fornire il linguaggio per parlare “di chi non parla più”? Sì, se è stato il testimone silenzioso degli ultimi giorni di vita di un padre, un testimone contraddittorio e paradossale come solo i legami più profondi e misteriosi possono essere: invasiva e pioniera, diffusissima ma non autoctona, mellifera, ornamentale, addomesticata e tuttavia irta di spine, la Robinia si presenta come una figlia, con un nome che è un cognome, e come una pseudo acacia, una quasi mimosa, una quasi femmina, qualcosa che non arriva a essere ciò che sembra. Attraverso una narrazione scandita dalle azioni che danno il titolo ai capitoli, nel nuovo romanzo di Marta Cai si intrecciano confessioni e ricordi, gesti mancati e parole pronunciate in silenzio, riflessioni sulla malattia e sulla precaria comunità che nasce tra le mura di un hospice, nel tentativo di formulare un “quasi” equilibrio tra lo spegnersi e il germogliare.
Titolo: Quasi una robinia, pp 160
Autore: Marta Cai
Editore:Aboca edizioni, 2026
Rights: r.vivian literary agency
Marta Cai è nata a Canelli nel 1980. Nel 2019 esordisce con la raccolta di racconti Enti di ragione (Edizioni SuiGeneris). Del 2023 il romanzo Centomilioni (Einaudi editore), Premio Campiello - Selezione Giuria dei Letterati, il racconto Tipo psicanalisi (Tetra edizioni) e la raccolta Brasilampi (hopefulmonster editore). Ha pubblicato su riviste (inutile, Il reportage, Kaiserpanorama) e partecipato ad antologie (Ti racconto una canzone, Arcana 2022, tReMa vol. 3, edizioni Arcoiris, Splendere ai margini, Oligo editore)

La scrittura di Marta Cai è difficilmente inquadrabile: si può solo rimanere spiazzati di fronte alle novità di stile, di pensiero, di impostazione, di relazione tra la parola e il senso che ne scaturisce. L’inusuale mescolanza di intelligenza e sensorialità, il rispecchiamento tra andamento sintattico e gestualità percettiva di questa autrice trasferitasi da poco dall’Italia in Brasile ci regala questi “Brasilampi”, testi che ricordano le cosiddette “cronache”, brevi componimenti senza genere, epifanie del quotidiano o riflessioni sui massimi sistemi dove tutto è permesso tranne l’ovvio, solidamente presenti nella letteratura brasiliana ma non così codificati in Europa. Marta Cai (scrittrice “psicogeografica” e “situata”) non ci racconta il Brasile, non lo costringe in categorie, in descrizioni, in interpretazioni, ma al contrario e con assoluto rispetto se ne fa permeare. Raggiunge così uno spazio affascinante, tanto geografico quanto interiore. Entra (e noi con lei) in una radura ancestrale: quella della non comprensione, dell’impatto preverbale con l’esistente. Registra al suo cospetto, come un sismografo sensibilissimo, le proprie native illuminazioni, come se fossero lallazioni (mentre invece sono vertiginose acrobazie lessicali e sintattiche). Così dal Brasile lampeggiano lampi inaspettati, allestiti con perizia in una struttura nascosta, ma potente, circolare, onnipresente. Non possiamo chiamarli “racconti”, sebbene siano popolati di personaggi colti in momenti peculiari; non possiamo chiamarli “capitoli di un romanzo”, sebbene l’autrice li componga in un arco narrativo unitario; non possiamo chiamarli “schizzi”, sebbene la scrittrice proceda anche qui, come nelle sue opere precedenti (“Enti di ragione”, SuiGeneris, 2019 e “Centomilioni”, Einaudi, 2023), con rapidi angoli, inattese divaricazioni, imprevedibili carotaggi nel profondo. Possiamo chiamarli “Brasilampi”, e così faremo.
Titolo: Brasilampi, pp 156
Autore: Marta Cai
Editore: Hopefulmonster 2023
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