Edoardo Zambelli

Edoardo Zambelli è nato a Città del Messico nel 1984, vive a Cassino. Ha pubblicato i romanzi “L’antagonista” (2016) e “Storia di due donne e di uno specchio” (2018), entrambi con l’editore Laurana. Collabora con Satisfiction, suoi articoli e recensioni sono uscite su Nazione Indiana.

Titolo provvisorio: La Coincidenza

Massimo ha trentotto anni, vive a Cassino, lavora in un negozio di elettronica e sta vivendo un momento di depressione a causa di una storia d’amore da poco finita. Un giorno di luglio si reca a Roma, per assistere a uno spettacolo teatrale.

Dopo lo spettacolo incontra per caso Roberto, un vecchio compagno di università, che non vede da molti anni. Lo ricordava un ragazzo timido, con il sogno di diventare scrittore. Chiacchierano, e Roberto gli dice che adesso fa il rappresentante e va spesso a Cassino, perché lì abita la sua fidanzata. I due si salutano, si scambiano i numeri di telefono e la promessa di rivedersi presto.

Dopo due settimane, Roberto è a Cassino e invita Massimo a pranzo a casa della sua fidanzata Anna, giovane di ventidue anni. Durante il pranzo Massimo avverte una certa tensione nella coppia, che termina con un litigio proprio davanti a lui.

Una sera Massimo che si trova a passeggiare da quelle parti, quasi per caso, la vede uscire, insieme ad un ragazzo. Qualche giorno dopo, Massimo viene a sapere che Roberto è morto ammazzato. Massimo si convince che ci sia un legame tra ciò che ha visto e quella morte improvvisa.

Alcuni giorni dopo, viene arrestato un uomo. Stando alla sua dichiarazione, avrebbe rapinato insieme a Roberto una sala scommesse, e al momento di dividersi i soldi ne sarebbe nato un alterco che ha portato poi all’omicidio.

Massimo dapprima accetta questa spiegazione finché non viene contattato da un investigatore privato, che gli confessa che la notte della rapina Roberto era con lui e che l’uomo con cui Anna ha adesso una relazione è una persona molto molto pericolosa. I sospetti di Massimo, dunque, si spostano di nuovo su Anna che in un drammatico confronto con Massimo, confessa di aver chiesto la morte di Roberto a causa di un racconto che le aveva fatto leggere e che l’aveva sconvolta.

Nel romanzo, scritto in prima persona, la storia di Roberto prorompe in maniera prepotente mentre il narratore tenta di raccontare la fine della sua storia d’amore per lui ancora così viva e presente.

Con La coincidenza Edoardo Zambelli ha felicemente trovato l’equilibrio narrativo del quale andava in cerca nelle sue prove precedenti. Congegnato come un gioco implacabile di equivoci e apparenze, il romanzo si risolve in un intreccio di avvenimenti e incontri che di volta in volta possono risultare irrilevanti oppure fatali, ma risultano sempre inscritti in quella dimensione di destino che è forse la cifra più caratteristica dello scrittore. La coincidenza è una detective story che si consuma in sé stessa, come nell’insuperato modello della Promessa di Dürrenmatt (non a caso, esplicitamente citato nel testo insieme con molti altri riferimenti letterari), ma è anche un’indimenticabile storia d’amore: è l’inseguimento disperato di Sara, che a un certo punto potrebbe anche trasfigurarsi in Anna, ma che alla fine svanisce nel nulla, come una coincidenza che non abbia avuto modo di compiersi.

Alessandro Zaccuri- autore di Poco a me stesso

"L’autore è giovane, maledetto lui. Anche se non troppo giovane, quindi ritiro il maledetto.
E’ anche maledettamente bravo, e stavolta l’avverbio lo lascio. Mi è capitato solo una volta di leggere un’opera prima altrettanto affascinante, e quel libro era Pugni di Pietro Grossi. Anzi, non era nemmeno ancora un libro, era un dattiloscritto in cerca di editore, fattomi leggere da un’amica. Sono stato contento quando Pietro, non per merito mio, ha trovato un editore.

Sono ancora più contento che l’abbia trovato Edoardo Zambelli, e che L’antagonista sia uscito dal cassetto (o dovunque lo tenesse) per arrivare ai lettori. E’ un libro potente, un libro che emana una strana energia, una specie di luce nera che illumina i nostri giorni purgatoriali." Tullio Avoledo