Kane

22/04/2021 10:57:59

    

Ho aperto il libro appena acquistato e non sono riuscito a smettere di leggerlo finché non l'ho finito. Un'esperienza molto singolare: voci si rincorrevano nella mia testa e producevano immagini vorticose, come se fossi stato parte in causa di questo "poliziesco/non poliziesco" (scritto meravigliosamente bene), come se fossi coinvolto in prima persona nella scena e persino nelle responsabilità. Non so come l'autrice abbia fatto a tenere con fermezza la sua prosa senza avere cedimenti. Resta infine un'atmosfera sospesa, mi sa che lo leggerò varie volte per misurarmi meglio con la sua complessità. Complimenti.

La parte di Malvasia di Gilda Policastro.

In libreria dal 22 marzo

 Chi è Malvasia? Una donna che arriva non si sa da dove e che vive in paese da “straniera”: colta, anticonformista, eccentrica, la si è vista fare una lunga passeggiata e da quel momento di lei si sono perse le tracce. Quando viene ritrovata morta, si pensa all’omicidio passionale e scattano le indagini, affidate al maresciallo Arena e al suo assistente Gippo. Nel susseguirsi di testimonianze e di ipotesi, indagatori e indagati prendono a confondersi, in una girandola di voci che sfuma e consegna alla stessa identità mutevole tutti i protagonisti.  Il giallo della morte diventa il grigio delle esistenze di individui mortificati nelle loro ambizioni e svelati nelle loro nature contraddittorie ed elastiche, nella capacità comune di provare sentimenti opposti e di compiere azioni impensabili. Come nella tragedia greca, l’umano supera sé stesso nell’estremo, ma nella tragedia moderna si muore senza un motivo e senza un colpevole. Sfida i grandi classici della letteratura non-gialla, questo nuovo romanzo di Gilda Policastro: la domanda sull’assassino diventa l’indagine compiuta all’interno della stanza più segreta della coscienza, dove immaginazione e crudeltà, violenza a tenerezza sono parte della stessa radice. Dal principio di generazione a quello di de-generazione, le storie che ruotano attorno alla vite che è Malvasia somigliano a un puzzle scomposto, le cui tessere non vanno a posto. Come nella vita.

 

Gilda Policastro è scrittrice e critica letteraria. Cura la “Bottega della poesia” per il quotidiano «La Repubblica» ed è redattrice del sito «Le parole e le cose». Insegna Poesia presso la scuola di scrittura “Molly Bloom” e Letteratura e Diritto presso l’Università “Luiss-Guido Carli” di Roma. Ha pubblicato i romanzi Il farmaco (Fandango 2010), Sotto (Fandango, 2013), Cella (Marsilio 2015), libri di poesia tra cui Non come vita (Aragno 2013) e Inattuali (Transeuropa 2016), e saggi di teoria e critica tra cui Sanguineti (Palumbo 2009) e Polemiche letterarie dai Novissimi ai lit-blog (Carocci, 2012).

L'opzione per i diritti cinematografici di BLU è stata venduta.

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Matteo Bussola

... ho avuto il privilegio di leggere questo romanzo in anteprima ed è una delle esperienze più intense e coinvolgenti che mi siano capitate negli ultimi tempi.

Perché Giorgia è una giovane scrittrice eccezionale di cui - fidatevi - sentirete parlare ancora a lungo.

Perché "Blu" è un romanzo unico: per quel che racconta, per come lo racconta, per l'originalità del punto di vista usato nella narrazione, per la qualità pazzesca della scrittura. Perché è una di quelle storie che parla di amore e di fragilità umana e di identità e di rinascita, come piace a me.

Perché, ogni anno, mi viene chiesto di scrivere almeno una decina di fascette per libri, come quella che vedete in foto (o quarte di copertina, o bandelle, o). E io mi sono dato una sola regola: accetta solo quando il libro in questione ti è piaciuto TANTO.

"Blu" è il romanzo che, insieme a quello di Giulio Mozzi candidato allo Strega, quest'anno mi è piaciuto più di tutti.

Da due anni e passa, questa è la sola fascetta che io abbia accettato di scrivere.

Non bastasse, ha una copertina di una bellezza che piega le pietre in due.

Ve lo consiglio con tutto il cuore.

Con Blu Giorgia Tribuiani si conferma una delle voci più interessanti della nostra narrativa...

Demetrio Paolin, La Lettura

Non ci sono infanzie e adolescenze senza dramma. Ci sono racconti falsi, o rimossi, per negare il male oscuro che ci ha pervaso, anche da ragazzi. Tribuiani va nella direzione opposta. Stanare i vermi che camminano sotto l’ombelico, e invitarli ad andarsene per sempre. Blu è coraggiosa. Con tormento impara a conoscere se stessa, come fa un vero guerriero. Quale mitra frantumerà il vetro anti-proiettili sotto cui vive?" Daniela Maddalena - PULP

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1 Marzo 2021 / Rivista

Gioco di sguardi

Intervista di Jane Austen a Margherita Giacobino

Illustrazione di Dalia Del Bue

 

Jane      ”... Mi viene da chiederti: hai scelto tua madre?

 

Margherita Tu sai benissimo che le madri biologiche non si scelgono, neppure oggi (perlomeno non è la nascitura a scegliere), ma quelle simboliche sì, proprio come avviene per le sorelle e le zie simboliche – e quindi posso tranquillamente risponderti: sì, l’ho scelta. Ho scelto come madre simbolica la mia madre biologica, trovando in lei intelligenza, spirito e simpatia e chiarezza di buoni consigli, impartiti a volte con le parole e ancor più spesso con gli sguardi, i silenzi e qualche opportuna canzonatura. Mi ritengo fortunata: che felice coincidenza!

Jane È certamente molto pratico trovarsi già in casa, bell’e pronta, una madre simbolica – devo ammettere che non succede spesso. E può essere anche ingombrante: non ti sei mai sentita oppressa dalla sua onnipresente saggezza?

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Sono un titolo. Fai doppio clic.

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