Dal 14 aprile in libreria

Il Giardino degli Aranci

Il Giardino di Voltolini è dunque un luogo mnestico di frenesia e di rincorse, di incomprensioni e di atti mancati, di memorie proustiane e giravolte malerbiane (a dispetto della mancata ascendenza del nome). Luciana non capisce che quel bambino era innamorato di lei, gli confessa (nel dopo) di essersi sentita una preda: è l’eterna storia del non prendersi degli amanti, anche quando gli occhi s’incontrano o lei è prigioniera in casa tua – ma in un’altra stanza. L’amore degli scrittori è questo affanno, questo tripudio estatico e solipsistico, il cui fine non è l’incontro, e il cui altro è in perenne fade out: Nino Nino si parla, e queste voci sonore («questo ronzio questo ronzare» avrebbe detto ancora Malerba), come svela il finale, sono udibili fuori, captabili dagli altri. Già: perché sono la letteratura, e la storia di Nino-Nino è una storia che l’autore racconta con la furia e la grazia della narrazione che corre a perdifiato verso un finale che non è un esito, ma una trovata: immagine, suggestione e perciò, meraviglia.- linkiesta.it- Gilda Policastro

Dario Voltolini Il Giardino degli Aranci La nave di Teseo .

Nino Nino, questo il nome del protagonista, ha conosciuto Luciana al liceo e se ne è innamorato nel modo estremo e audace che appartiene solo al primo amore: per attirare la sua attenzione si espone Il piacere estremo che lui provava senza ritegno, disegna arcobaleni e glieli offre in dono ogni giorno all’intervallo fra una lezione e l’altra. in presenza di Luciana Luciana, disorientata, accetta questi bizzarri omaggi, non lasciava spazio a nient’altro. poi però si “fidanza” inspiegabilmente con Attilio e la storia con Nino Nino finisce ancora prima di incominciare. Ora, dopo moltissimi anni, Luciana e Nino Nino hanno un appuntamento al Giardino degli Aranci: si sono rivisti per caso all’Ikea qualche giorno prima, entrambi sono sposati, hanno dei figli ma il desiderio di chiacchierare, di ripercorrere il passato è forte e li spinge verso questo incontro. È così che Nino Nino, andando verso il Giardino degli Aranci, si ritrova a dialogare con se stesso, a ripensare alle ragazze che lo hanno attratto prima della comparsa di Luciana nella sua vita, e a riconoscere che proprio quella passione così forte da non lasciare spazio a incertezze e paure, indolore nonostante l’esito incompleto dei suoi sforzi, l’ha fatto diventare un uomo capace di aprirsi con autenticità all’universo femminile. Finché, durante l’incontro con Luciana, la curiosità non prende il sopravvento e le chiede come siano andate davvero le cose al liceo… Una scrittura in stato di grazia, nitida e precisa, per raccontare una luminosa educazione sentimentale.

Dal 24 febbraio in libreria

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Poi c'è la scrittura: raffinata ed elegante: in sé, ma pure nel gioco lessicale di corsivi e verbi,ripresi come voci di vocabolario ricche di esemplificazioni a fine paragrafo..

 

Ermanno Paccagnini

La Lettura- Corriere della sera
 

«Salvamento procede senza lesinare crudeltà, disincanti, sentimenti sempre sfaccettati, recapitati al lettore senza strillare, eppure senza mai demordere. La sensazione finale è che vivere sia una cosa non facile, ma tutto sommato sopportabile se si impara a dondolare tra compassione ben distribuita e cinico divertimento» – Davide Longo

«Quando le vite dei protagonisti di un romanzo diventano in qualche modo le nostre, allora quel romanzo è davvero un romanzo. Ma quando questo succede e, nello stesso tempo, il linguaggio è una sorpresa, un'aria nuova, puro ossigeno, allora quel romanzo è davvero un romanzo. Ecco: Salvamento è quel davvero scritto così, in corsivo» – Elena Varvello

«Colta, raffinata, scorrevole, sensuale, diretta, elegante, venata di nostalgia e sostenuta da un ironico disincanto: la scrittura di Francesca Zupin è da non perdere» Dario Voltolini